Terapia sostitutiva in carcere

Poiché anche le persone detenute hanno diritto a un trattamento “lege artis” e il medico responsabile di un penitenziario è chiamato a garantire loro un’assistenza ottimale, può darsi che tra i trattamenti che entrano in linea di conto figuri anche una terapia sostitutiva (rimandiamo anche al sito di Salute Carceraria Svizzera). In tal caso, le possibilità sono tre:

  • continuare una terapia sostitutiva già istituzionalizzata;
  • iniziare, su richiesta del paziente, una terapia sostitutiva;
  • concludere, su richiesta del paziente, la terapia sostitutiva in corso.

A livello federale non esiste alcuna normativa di riferimento per le terapie sostitutive in ambito carcerario. Solo presso il penitenziario di Realta (GR) è possibile iniziare o continuare una terapia sostitutiva a base di eroina.

Sarebbe auspicabile che le autorità federali prendessero posizione sulle terapie sostitutive in ambito carcerario. Accanto alla distribuzione di profilattici, all’opportunità di cambiare le siringhe e alla consulenza di collaboratori debitamente formati, infatti, queste terapie contribuiscono alla prevenzione dell’epatite C e delle infezioni da HIV.

Sempre tenendo conto dell’obbligo del segreto, prima dell’incarcerazione andrebbero segnalati alle autorità d’esecuzione i dati seguenti:

  • la quantità esatta della dose giornaliera di prodotto sostitutivo (per iscritto, in mg);
  • l’esistenza di altre malattie gravi, per le quali potrebbe risultare necessario un trattamento;
  • l’esistenza di malattie infettive;
  • lo stato delle vaccinazioni (in part. per l’epatite A e l’epatite B);
  • se il detenuto assume regolarmente medicamenti. In tal caso occorre chiarire se i farmaci necessari sono disponibili in carcere e fornire, eventualmente, la prescrizione medica.

Prima del rilascio, inoltre, occorre chiarire se il paziente proseguirà con la terapia sostitutiva.

Per migliorare il trattamento medico in ambito carcerario, l’Ufficio federale della sanità pubblica UFSP, l’Ufficio federale di giustizia UFG e la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali di giustizia e polizia CDDGP hanno avviato, nell’estate 2008, il progetto “Lotta contro le malattie infettive in ambito carcerario (BIG), 2008-2010”. In margine a questo progetto è stata pubblicata una guida, destinata agli operatori del settore (Übertragbare Krankheiten und Abhängigkeiten im Gefängnis / Maladies transmissibles et addiction en prison). Tra gli obiettivi posti nel 2008, figurava inoltre l’elaborazione di formulari medici e paramedici che potessero essere utilizzati negli istituti di detenzione. Questi formulari sono ora disponibili in tedesco e in francese:


L’utilizzazione di questi documenti permette di unificare le procedure e di garantire, a livello nazionale, l’adozione di uno standard di riferimento in diversi ambiti: sicurezza del diritto, qualità e continuità dell’accompagnamento medico, aspetti economici.

Per ulteriori informazioni sulla salute e carcerario.



Impressum