Forme di consumo

Il consumo per iniezione è la forma più pericolosa, seguita dal fumo (in entrambe l’afflusso all’organo effettore è molto rapido). Una dose eccessiva di cocaina può provocare arresto respiratorio e coma, e può anche essere letale.

Consumo per via nasale

Sotto forma di sale cloridrato, la cocaina può essere aspirata con il naso (“sniffata”, “tirata”). L’effetto è molto rapido e dura relativamente poco (ca. 20 min.). Se cronico, questo tipo di consumo irrita le mucose, ne ostacola l’irrorazione sanguigna, le infiamma e le rende ipersensibili. Spinto all’eccesso, può danneggiarle irreparabilmente, fino a provocare perforazioni del setto nasale (Bonvincini 1986).

Inalazione di fumo

I cristalli di cocaina cloridrato possono essere diluiti in una soluzione acquosa con ammoniaca, etere o cloroformio, nota in gergo come “freebase”. Un altro preparato si ottiene anche in modo più semplice, scaldando i cristalli assieme a lievito in polvere (bicarbonato di sodio): si forma così una miscela fumabile, detta “crack”. Il freebase e il crack bruciano solo a temperature nettamente superiori a quelle dell’evaporazione: in questo modo la sostanza può essere consumata in modo relativamente “efficace”, ossia parsimonioso. Poiché sono limitatamente idrosolubili, questi due preparati non sono né aspirati per via nasale né iniettati.
Di solito, il freebase e il crack sono fumati a piccolissime quantità, in una sola inalazione (in gergo “hit”). In questo caso, la persona fuma più volte, ma solo brevemente. Questo tipo di consumo può indurre bruschi cambiamenti di concentrazione e di effetto a livello del sistema nervoso centrale, e provocare altrettanto repentini problemi psichiatrici.
Fumare cocaina (sotto forma di freebase o crack) oppure iniettarla è più pericoloso del consumo nasale o orale, poiché la sostanza dispiega molto più rapidamente le sue tre fasi d’azione (Siegel 1982, Peters 1987, SPD 1990, Bruppacher 1990), provocando così molto più sovente e più drasticamente uno stadio depressivo. La comparsa di questa fase, che dipende dalla durata degli effetti ricercati, induce la dipendenza.
Se fumata, la cocaina provoca danni organici meno palesi. L’inalazione di vapori caldissimi (quando si fuma con un pezzetto di carta stagnola) e l’azione vasocostrittrice della sostanza provocano infiammazioni delle pareti bronchiali e dei tessuti. Intervengono sovente bronchiti e infiammazioni polmonari purulente (A. Seidenberg).

Iniezione

In questo caso la cocaina è consumata in un solo bolo, dall’effetto rapidissimo e per questo molto pericoloso. Poiché la sostanza provoca prurito, la/il consumatrice/tore si mette a grattare i punti di iniezione, anche in modo eccessivo e dissennato, irritando considerevolmente la pelle. Anche se l’iniezione non manca la vena, si formano ugualmente focolai purulenti. Questo tipo di consumo, inoltre, favorisce i fenomeni di zoopsia (allucinazioni a soggetto animale, in particolare insetti o vermi, che ci si immagina escano dal punto di iniezione, pruriginoso), per cui la persona continua a grattarsi e, eventualmente preda di pulsioni paranoiche, cerca con lame o aghi gli insetti che crede si nascondano sotto la pelle, causando così ulteriori ulcere e ascessi. Le malattie settiche provocate in questo modo sono pericolose e possono anche essere letali (A. Seidenberg).
Per altri approfondimenti, rimandiamo alla scheda problemi somatici e a un testo informativo proposto dal Dr. A. Seidenberg (2004) (in tedesco).

 

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