Ecstasy/MDMA

  • Gruppo: stimolanti (effetto entactogeno e leggermente allucinogeno)
  • Denominazione: 3,4-metilenediossimetanfetamina
  • In gergo: ecstasy, cala, X, XE, XTC ecc.; il nome può anche derivare dal logo che figura sulla compressa (ad es. Mitsubishi, Rolex)
  • La legislazione svizzera considera l’MDMA una sostanza stupefacente.
    Effetti:
    • è entactogena (aumenta la capacità introspettiva)
    • è empatogena (rafforza l’empatia per il prossimo e le sensazioni provate nei suoi confronti)
    • rende ottimista, influisce positivamente sull’umore, dà una sensazione di felicità (fino
    • a episodi che possono rasentare un’alterazione mentale di tipo maniaco)
    • aiuta ad accettarsi meglio, favorendo così le interazioni sociali
    • aumenta il bisogno di contatti e l’apertura verso il prossimo
    • trasmette una sensazione di comunanza
    • stimola l’attenzione, rende più vigile
    • rafforza le percezioni sensoriali (ad es. gli stimoli visivi, acustici e tattili), modifica la
    • percezione dello spazio e del tempo
    • riduce la sensazione di fame e di sete
    • smorza gli impulsi aggressivi
    • stimola il sistema psicomotorio
    • induce un rapido e massiccio rilascio di serotonina; le quantità di dopamina e
    • noradrenalina liberate, invece, sono inferiori
  • Effetti collaterali:
    • attacchi di paura e di panico
    • fase di "discesa" dopo il consumo, stanchezza, stato d’animo depressivo, nervosismo
    • agitazione (aumento dell’irrequietezza motoria)
    • nausea, conati di vomito
    • percezioni acustiche, visive e tattili alterate
    • tachicardia (accelerazione della frequenza cardiaca)
    • ipertensione -> lesioni dei vasi sanguigni e emorragie interne
    • aritmie cardiache, meno forti rispetto a quelle indotte da cocaina e metanfetamina
    • palpitazioni (batticuore, da leggero a molto forte)
    • ipertermia (aumento della temperatura corporea); attenzione: rischio di
    • surriscaldamento! (il consumo ininterrotto può indurre un fortissimo aumento della temperatura corporea)
    • sudorazione eccessiva; attenzione: rischio di disidratazione! (la perdita di liquidi causa una carenza di acqua nell’organismo)
    • a causa della dissociazione tra mente e corpo, la persona non tiene conto, o non sufficientemente, di importanti e in parte vitali bisogni fisiologici (ad es. equilibrio termico, sete, sonno ecc.)
    • midriasi (dilatazione pupillare)
    • tremori
    • trisma (spasmo mascellare che blocca i movimenti della mandibola)
    • bruxismo (digrignamento involontario)
    • rabdomiolisi (rottura del tessuto muscolare striato)
    • collasso renale
    • insufficienza epatica
    • coagulazione intravascolare disseminata (CID; sindrome caratterizzata dall’attivazione sistemica della coagulazione con formazione intravascolare di trombi)
    • raramente: collasso epatico fulminante, acuto o ritardato
  • Effetti psichici (a breve e lungo termine):
    • Dosi di MDMA superiori a 1,5 (uomo) e 1,3 (donna) x peso corporeo (in mg) aumentano gli effetti collaterali neurotossici.
    • Finora la neurotossicità dell’MDMA per l’essere umano non è stata provata in modo inequivocabile! Si constata tuttavia che, anche nell’organismo umano, un consumo persistente può modificare il sistema serotoninergico. Questo fenomeno può, in parte, essere irreversibile (rimandiamo, in merito, all’intervento di B. Quednow al 6° Congresso internazionale Club Health, tenutosi a Zurigo nel 2010).
    • I consumatori di ecstasy presentano prestazioni mnemoniche ridotte (memoria verbale e visivo-spaziale) (rimandiamo, in merito, all’intervento di B. Quednow al 6° Congresso internazionale Club Health, tenutosi a Zurigo nel 2010).
    • Alcuni studi dimostrano che un consumo regolare e prolungato di MDMA può comportare danni persistenti alla memoria e alle funzioni cognitive superiori (Thomasius et al. 2005).
    • Ex consumatori di ecstasy presentano ancora, dopo 2 anni e mezzo, danni alla memoria verbale (Thomasius et al. 2006).
    • L’MDMA influisce in misura diversa sui vari aspetti delle funzioni cognitive. Rispetto al placebo, una dose media di MDMA comporta una diminuzione della cosiddetta “attenzione sostenuta” e della memoria spazio-visiva. Le funzioni esecutive (ad es. orientamento dell’attenzione) restano intatte (Hasler & Vollenweider 2005).
    • In sintesi, si può affermare che l’MDMA e l’MDE provocano, in funzione del dosaggio, danni leggeri alle prestazioni neuropsicologiche (rilevati in particolare da test psicomotori) (Passie 2005).
    • allucinazioni
    • disorientamento
    • frequenti stati depressivi, soprattutto durante la settimana che segue il consumo
    • stati ansiosi
    • diminuzione della capacità mnemonica a breve termine, difficoltà a trovare le parole
    • perdita del senso del tempo
    • crisi epilettoidi
    • Nella letteratura specialistica si menzionano casi, seppur rari, nei quali un’ipersensibilità all’MDMA ha comportato reazioni allergiche anche con dosi “normali” (100-150 mg), e per i quali si è reso necessario un pronto intervento medico (attenzione: se non si agisce immediatamente l’esito può essere letale). Il rischio di un decesso provocato direttamente dalla sostanza sembra tuttavia assai ridotto. I decessi accertati sono perlopiù legati a un policonsumo, ossia a un consumo misto di MDMA a dosi elevate e di altre sostanze psicotrope: l’interazione può comportare un collasso organico dovuto a ipertermia e disidratazione.
  • La durata degli effetti dipende dalla dose, e va da 2 a 5 ore (con una dose/compressa media da 100 mg).
  • L’MDMA è spacciata sotto forma di compresse, in polvere, raramente in capsule.
    È assunta per via orale, raramente nasale.
  • Interazioni pericolose, in caso di assunzione combinata con:
    • alcol (mette sotto stress il fegato e i reni; rischio di disidratazione)
    • SSRI e inibitori MAO (ossia determinati gruppi di psicofarmaci): l’interazione può indurre sindrome serotoninergica (eccesso di serotonina nel cervello, accompagnato da sintomi vegetativi del sistema autonomo (aumento della frequenza cardiaca, ipertensione, sudorazione, nausea, midriasi ecc.), sintomi legati al sistema nervoso centrale (acatisia (impossibilità di stare seduti), allucinazioni, ipomania ecc.) e sintomi neuromuscolari (tremori, riflessi accentuati, crisi epilettoidi ecc.).
    • anche l’iperico (“erba di San Giovanni”) e il ginseng possono contenere principi attivi serotoninergici
    • sostanze stimolanti (“uppers”: ad es. anfetamina, cocaina): rilascio di una grande quantità di serotonina nel cervello
    • sostanze calmanti (“downers”: ad es. alcol, GHB/GBL, canapa): disidratazione e rischio di surriscaldamento.
  • Regole per un consumo sicuro (“safer use”).
  • Il seguente grafico indica la percentuale di sostanze psicoattive supplementari rintracciate nelle compresse di ecstasy analizzate (fonte: Streetwork Zurigo, 2013 [16.04.2013])

Grafik XTC

Legenda:
MDMA (3,4-metilenediossimetanfetamina)
m-CPP 1-(3-clorfenil)-piperazina (metaclorofenilpiperazina): un derivato della piperazina in polvere,  che modifica le percezioni e le sensazioni
MDEA (3,4-metilendiossietilanfetamina)
MDA (3,4-metilendiossianfetamina)
2C-B (2,5-dimetossi-4-bromo-feniletilamina): derivato sintetico della mescalina, modifica le percezioni e le sensazioni
metanfetamina: iperstimolante, nota anche come “crystalmeth”
p-fluoranfetamina (4-FA): nuova sostanza psicoattiva (“research chemical”) che ha un effetto stimolante e anche leggermente entactogeno (simile all’ecstasy)

 

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